Fibre dalle alghe

La buona prassi di questa settimana della Blue Economy riguarda la produzione di fibre.

Le fibre naturali non sono utilizzate solo per l’abbigliamento, ma anche in una serie di prodotti industriali. La fibra più utilizzata è il cotone, la cui coltivazione richiede fertilizzanti e irrigazione.

Cercando nuove fibre da materie di scarto, Ji Yujun, manager in una società tessile cinese, si imbattè nelle alghe.

Ogni estate la fioritura delle alghe comporta un sacco di problemi nelle zone costiere della Cina, soprattutto per  l’approvvigionamento idrico e la pesca. Ma milioni di tonnellate di alghe sono troppo preziose per essere lasciato a marcire nelle discariche. Le loro fibre possono essere convertiti in una sorta processo che le rigenera in modo che possano essere utilizzate non solo per nell’ambito della moda, ma anche in una grande varietà di capi di abbigliamento normali o per scopi medici.

I rifiuti sono trasformati in una risorsa disponibile a livello locale, i problemi ambientali sono stati risolti e sono stati generati posti di lavoro. Per questi motivi la produzione di fibre di alghe è un ottimo esempio della logica della Blue Economy.

Come sempre rimando alla scheda del case history per maggiori approfondimenti.

 

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