Da erbaccia a lavoro

La buona pratica di questa settimana della Blue Economy riguarda le ortiche.

Nel corso del processo di industrializzazione, abbiamo sostituito i processi produttivi basati su tradizioni antiche e ispirate dalla natura e queste conoscenze sono state parzialmente o completamente perse. La tendenza emergente degli ultimi anni è il recupero di queste tradizioni, in un ottica di innovazione e di uso di nuovi materiali naturali e compositi.

Questa tendenza è stata ispiratrice anche per Carla Wobma ed il suo compagno Bob Crebas, dei Paesi Bassi: hanno sviluppato un processo produttivo che trasforma le ortiche in biogas e fibre per l’industria tessile. Con il loro modello di business sostenibile, hanno fondato la società NETL, che si è dimostrata redditizia, in linea coi principi della Blue Economy.

Hanno iniziato a coltivare e raccogliere ortiche. Con l’aggiunta di acqua piovana è possibile instaurare un processo di fermentazione, con produzione di biogas, che contiene al 75% metano.

Nella fase successiva, le fibre “digerite” dalla fermentazione sono essicate usando il calore prodotto dallo stesso metano: un processo produttivo in cui l’energia richiesta viene creata da un rifiuto o un sottoprodotto.

Le fibre prodotte sono quindi utilizzate nella fase successiva per la filatura e tessitura degli indumenti.

NETL ha sviluppato una propria linea di vestiti e altri prodotti di uso quotidiano come tazze o lunch box.

Come sempre, per maggiori informazioni visitate il sito della Blue Economy o lo specifico case history.

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