Nuova classificazione rifiuti

Il 18 di Febbraio è entrata in vigore la nuova procedura per la classificazione dei rifiuti: le novità in tema di classificazione dei rifiuti sono frutto delle nuove norme previste dal Dl Competitività (Dl 91/2014) e della Legge di conversione n.116 in vigore dal 21 agosto 2014 che all’art. 13, c. 5, lett. b­ bis) introduce modifiche all’allegato D (elenco dei rifiuti) della Parte IV del Codice ambientale per l’attribuzione dei Codici europei ai rifiuti (Cer).

In particolare vengono premesse nuove istruzioni per la classificazione dei rifiuti:

  1. la classificazione deve avvenire “in ogni caso prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione”:
  2. se un rifiuto è classificato con codice Cer pericoloso “assoluto”, esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. In tale caso le proprietà di pericolo del rifiuto, definite da H1 ad H15, devono essere determinare al fine di procedere alla sua gestione.
  3. Se un rifiuto è classificato con codice Cer non pericoloso “assoluto”, esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione.
  4. Se un rifiuto è classificato con codici Cer speculari (uno pericoloso e uno non pericoloso), per stabilire se lo stesso è pericoloso o meno vanno determinate le proprietà di pericoloso che lo stesso possiede. Le indagini da svolgere sono:
    a) individuare i composti presenti nel rifiuto (attraverso scheda informativa, conoscenza del processo chimico, campionamento e analisi);
    b) determinare i pericoli connessi (attraverso normativa, fonti informative e scheda di sicurezza dei prodotti);
    c) stabilire se le concentrazioni dei composti comportino che il rifiuti presenti delle caratteristiche di pericolo (mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all’analisi chimica con  il limite soglia per le fasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione di test per verificare se il rifiuto ha determinate caratteristiche di pericolo).

Ulteriori istruzioni sono poi previste per due ipotesi specifiche:
1) se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo aspecifico (e non sono perciò noti i composti specifiche che lo costituiscono), per individuare le caratteristiche di pericolo vanno presi a riferimento i “composti peggiori”;
2) quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite dai commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.

E’ in particolare questo ultimo elemento a destare maggiore preoccupazione: diventano pericolosi a mero titolo presuntivo parecchi rifiuti che prima non erano considerati tali, con pesanti conseguenze sanzionatorie e gestionali per i gestori e i produttori.

Si è generata, come spesso accade, confusione normativa, a cui si aggiunge la promessa circolare esplicativa che il Ministero non ha mai emesso ed il fatto che dal 1° giugno 2015 sono previsti ulteriori cambiamenti, perché le norme sui Cer verranno superate con l’applicazione del regolamento 1272/2008/Ce su classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze chimiche, del regolamento 1357/2014/UE sulle caratteristiche di pericolo dei rifiuti e della decisione 2014/995/UE recante il nuovo Elenco europeo dei rifiuti (Eer).

Senza far nulla, infatti, si corre il rischio di diventare “fuorilegge” dal 18 febbraio al 1 giugno, per poi rientrare in nuove normative…

Anche in questo settore, Studio Cigolotti sta promuovendo sul territorio attività di divulgazione, con la speranza di supportare le aziende in questo difficile traghettare tra la legislazione troppo spesso poco chiara.

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