Cambiamento climatico e sicurezza sul lavoro

Spesso nelle Valutazione dei Rischi l’argomento “microclima” è trattato in maniera sommaria.

Certamente in molte realtà aziendali non è il rischio principale, tuttavia quanto meno nella gestione delle “emergenze” è ormai necessario approfondire in qualche modo anche gli aspetti derivanti dai cambiamenti climatici.

Lo spunto per questa riflessioni viene da un recente articolo pubblicato su La Stampa, nella sezione locale di Torino, dove compare la seguente immagine e didascalia.

sicurezza

Ma quali sono i rischi professionali che possono essere correlati al cambiamento climatico? Nei recenti rapporti IPPC a questo tema è stata dedicata un’apposita sezione, riassunta nella seguente mappa concettuale.

climatemap

Proponiamo di seguito un riassunto dei principali impatti:

  • Aumento della temperatura ambiente
    temperature più alte o più frequenti periodi di calore possono portare ad una maggiore stress termico, che può portare a più casi di malattie legate al caldo, come colpi di calore o collasso da calore, ridotta tolleranza chimica, e stanchezza. Ci possono essere anche effetti indiretti, tra cui una riduzione della vigilanza in materia di sicurezza e aumento del rischio di lesioni e irritabilità che può portare a disattenzione.
  • Inquinamento atmosferico
    Temperature elevate possono aumentare i livelli di inquinamento atmosferico, tra cui l’ozono troposferico. I lavoratori outdoor hanno più l’esposizione agli inquinanti atmosferici che possono essere collegati agli effetti sulla salute cronici come le malattie respiratorie o disturbi allergici). La frequenza e la gravità degli incendi si prevede un aumento con conseguente più alti livelli di particolato e altri inquinanti atmosferici.
  • Meteorologici estremi
    eventi meteorologici estremi o disastri naturali , come alluvioni , frane, tempeste, fulmini, siccità e incendi sono sempre più frequenti e intensi. Disastri naturali possono essere associati con morti, feriti, malattie e stress . I lavoratori coinvolti nel soccorso hanno maggiore esposizione a condizioni di rischio. Eventi meteorologici estremi possono anche causare danni alle infrastrutture (ad esempio, reti energetiche e infrastrutture di trasporto) e gli edifici. I lavoratori potrebbero essere messi in circostanze nuove o non familiari che portano a un alto rischio di lesioni traumatiche. Le interruzioni delle tecnologie dell’informazione potrebbero portare a problemi nella percezione e comunicazione dei pericoli.
  • Malattie trasmesse da vettori patogeni
    La modifica di temperature e precipitazioni possono influenzare habitat di agenti patogeni, batteri, allergeni, insetti non autoctoni con effetti sui lavoratori e in particolare sui soccorritori e gli operatori sanitari. Il polline può aumentare da fioritura precoce e con stagioni più lunghe. Un numero crescente di uragani e inondazioni potrebbe portare a più umidità e quindi più muffe. L’aumento delle temperature e anidride carbonica nell’atmosfera può aumentare la crescita e la distribuzione di edera velenosa e altre piante velenose .
  • Cambiamenti nell’ambiente costruito
    Le alte temperature aumentano la necessità di edifici climatizzati. Le malattie connesse agli edifici (ad esempio, la sindrome dell’edificio malato), o relative alla qualità dell’aria interna, possono verificarsi, soprattutto in edifici con aria condizionata. L’aumento di umidità dovuta all’afa o alle piogge intense può aumentare la concentrazione di radon nei luoghi di lavoro, come le aree di lavoro più ristrette o seminterrate, aree di stoccaggio, o uffici. Molte linee produttive industriali, ad esempio le cartiere, non sono climatizzate e le temperature più elevate derivanti dai cambiamenti climatici aumenteranno l’esposizione al calore a questi lavoratori.
  • Dispositivi di Protezione Individuale
    La scelta dei dispositivi di protezione individuale (come nell’immagine ripresa da La Stampa) richiede di tenere in debito conto anche il clima e l’ambiente di lavoro, proprio per evitare stress termici eccessivi, proteggendo al contempo il lavoratore dagli altri rischi (meccanici, fisici etc).

Insomma, il terreno è tutto da esplorare, certamente non è da ignorare!

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