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Linee guida sulla classificazione dei rifiuti

Approvate dal Ministero della Transizione Ecologica con il Decreto n. 47 del 9 agosto 2021 le Linee guida per la corretta classificazione dei rifiuti.

Dopo un iter abbastanza articolato, finalmente ufficializzate le nuove Linee Guida di riferimento per la classificazione dei rifiuti.

Per chi ha sempre cercato di fare le cose “per bene” non stravolgono l’attività, tuttavia risultano essere un importante compendio per gestire al meglio la delicata fase di classificazione che – lo ricordiamo – spetta al produttore del rifiuto (lo sapete che non va bene chiamare lo smaltitore e dirgli “ho del ferro, quando vieni a prenderlo?”).

Illustriamo di seguito alcuni passaggi di rilievo, tra i tanti.

Innanzitutto nelle Linee Guida viene introdotto un utile riepilogo sui codici a specchio. Questo aspetto ha sempre generato confusione, ora – che piaccia o meno – abbiamo un riferimento ufficiale.

Nel caso di necessità di dirimere la classificazione tra pericoloso e non pericoloso di qualche rifiuto con codice a specchio o – più in generale – per tracciare le modalità di classificazione dei propri rifiuti, viene inoltre presentato uno schema di riferimento per le informazioni da includere in un giudizio di classificazione.

I sottocapitoli 3.5 illustrano poi diverse casistiche di rifiuti “critici” o comunque molto comuni. Segnaliamo in particolare quanto riportato sugli imballaggi, spesso fonte di dubbi.

Le linee guida chiariscono:

L’aspetto che deve essere in primo luogo valutato è se i rifiuti in esame siano effettivamente da classificare come imballaggi o se siano piuttosto da classificare in base al loro contenuto.
Ad esempio se il rifiuto è costituito da una lattina mezza vuota di vernice solidificata, lo stesso andrà classificato facendo riferimento al contenuto residuo piuttosto che all’imballaggio (si vedano, ad esempio, i codici EER 080111* o 080112 rispettivamente in caso di vernice pericolosa o non pericolosa).
Per poter assegnare al rifiuto un codice del sottocapitolo capitolo 15 01 è necessario determinare se l’imballaggio/il contenitore è nominalmente vuoto.

Il documento contiene poi diversi schemi utili per la classificazione, si riporta di seguito quello riferito proprio agli imballaggi.

Insomma, un documento utile e ben fatto. Sicuramente non risolve al 100% tutti i dubbi, ma rappresenta finalmente un punto di riferimento comune per i produttori e per gli Enti di controllo.

Un’ultima annotazione: il Decreto del Ministero che ha approvato le Linee Guida, le ha approvate con l’integrazione del capitolo 3.5.9 (Rifiuti prodotti dal trattamento meccanico/meccanico-biologico dei rifiuti urbani indifferenziati), che non è presente – ad oggi – nel file delle Linee Guida che trovate sul web. Nel caso sappiate che dovete integrare questa parte.

LINK: www.mite.gov.it/pagina/decreti-rifiuti

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