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Ambiente Notizie

AUA: in vigore modello nazionale

Pubblicato in Gazzetta il Dpcm 8 maggio 2015: entra in vigore dal 30 giugno 2015 il modello unificato nazionale dell’istanza per la richiesta della autorizzazione unica ambientale (Aua).

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Ambiente Sicurezza

Campionamento emissioni in atmosfera

La normativa vigente (D. Lgs. 152/06) prevede campionamenti periodici di taluni camini per la verifica del rispetto dei limiti di emissione. Le “bocchette” di campionamento debbono essere realizzate in modo tale da consentire il prelievo di un campione rappresentativo, effettuando il campionamento con accuratezza accettabile all’interno di un condotto in cui il flusso del gas sia sufficientemente stazionario ed omogeneo.

A norma dell’art. 107 comma 1 del D. Lgs. 81/2008, nel caso in cui il personale che svolge i campionamenti è esposto al “rischio di caduta da una quota posta ad un’altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile” la postazione è da intendersi come postazione di lavoro in quota e pertanto è necessario predisporre un’accesso “in sicurezza” a tali postazioni.

Su questa tematica vi sono diversi orientamenti e impostazioni a livello italiano, cogliamo l’occasione di un recente articolo su PuntoSicuro, che riporta i documenti di un importante incontro tecnico sui “Requisiti delle postazioni di prelievo delle emissioni in atmosfera”, svoltosi a inizio aprile in Toscana per segnalare anche un utile documento di Arpa Emilia Romagna che illustra sia gli aspetti di sicurezza che gli aspetti di “conformità” del punto di emissione.

Questo è un tipico ambito in cui gli aspetti di sicurezza e di tutela ambientale sono interdipendenti: trascurare uno solo di questi aspetti produce il mancato rispetto della normativa, con relative sanzioni, con risvolti anche penali.

“Requisiti delle postazioni di prelievo delle emissioni in atmosfera” – atti del convegno (fonte: Punto Sicuro)

> “Campionamento delle emissioni convogliate in atmosfera: aspetti operativi” – documento ARPA – Bologna

 

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Ambiente

Dichiarazione annuale E-PRTR

Il portale per la dichiarazione annuale E-PRTR è attivo al link istituzionale

http://www.dichiarazioneines.it/homepage.asp

La scadenza per effettuare tale dichiarazione è il prossimo 30 aprile,  pena la sanzione, introdotta quest’anno, prevista dall’articolo 30 (commi 3 e 4 ) del D.Lgs. 46/2014: E’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 52.000 il gestore che omette di effettuare nei tempi previsti le comunicazioni di cui all’articolo 4, comma 1, del d.P.R. 11 luglio 2011, n. 157 (comma 3).

La Dichiarazione INES è il processo di comunicazione di informazioni ambientali al quale gli stabilimenti IPPC sono tenuti in base al D.Lgs 18.02.2005, n. 59.

Successivamente è istituito il registro nazionale PRTR (Pollutant Release and Transfer Register), DPR n.157 dell’11 luglio 2011, che è collegato direttamente al registro integrato europeo E-PRTR: la presentazione della dichiarazione PRTR costituisce adempimento all’obbligo di presentazione della dichiarazione INES (i principali riferimenti normativi di quest’ultima sono l’art. 29-undecies del DLgs 152/2006 e s.m.i e il DM 23 novembre 2001).

Dal 9 novembre 2009 è disponibile on-line il portale del registro E-PRTR (http://prtr.ec.europa.eu), realizzato dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. I dati disponibili sono relativi ai 27 Stati membri, aggiornati annualmente secondo quanto previsto nel Regolamento (CE) n.166/2006.

 

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Ambiente

Prevenzione e riduzione delle emissioni industriali inquinanti: modifiche al Testo Unico Ambientale

In vigore dall’11 aprile il  il Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 46, in attuazione della Direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali ed alla riduzione dell’inquinamento di acqua, aria e suolo.

Rimandiamo ad un approfondimento di ACCA, che propone un’interessante tabella di confronto delle modifiche introdotte per le aziende soggette ad A.I.A.

> visita il link

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Ambiente

Aria: le emissioni da linee trattamento fanghi sono “scarsamente rilevanti”

Con il decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 15 gennaio 2014 è stata modificata la parte I dell’Allegato IV, alla parte V del d. lgs 152 (cosiddetto Testo unico ambientale), si stabilisce che le «Linee di trattamento dei fanghi che operano nell’ambito di impianti di trattamento delle acque reflue con potenzialità inferiore a 10.000 abitanti equivalenti per trattamenti di tipo biologico e inferiore a 10 m³/h di acque trattate per trattamenti di tipo chimico/fisico» sono inserite tra gli impianti e le attività con emissioni scarsamente rilevanti agli effetti dell’inquinamento atmosferico, di cui all’art. 272, comma 1, D.Lgs. n. 152/2006, andando finalmente a chiarire un aspetto che è rimasto per lungo tempo “in sospeso” nella normativa vigente, in particolare dopo le modifiche al Testo Unico Ambientale introdotte dal D.Lgs. 128/2010.

Il Decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 10 febbraio 2014, n. 33.

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Ambiente

Autorizzazione emissioni in atmosfera

Scade il 31/12/2013 il termine per la presentazione del rinnovo della domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera per stabilimenti anteriori al 2006, che siano stati autorizzati in data anteriore al 1° gennaio 2000, così come previsto dall’art.281 comma 1 del D.Lsg 152/2006.

Gli stabilimenti interessati sono quelli autorizzati, in via provvisoria o in forma tacita, ai sensi dell’articolo 6 o 11 o 15 comma 1 lettera b) del D.P.R. 24 maggio 1988 n.203 e messi in funzione entro il 29 aprile 2008, ad esclusione di quelli dotati di autorizzazione generale.

La mancata presentazione della domanda nel termine fissato comporta la decadenza della precedente autorizzazione per le emissioni in atmosfera e la sanzione prevista dall’art. 279 del D.Lgs. 152/2006.

Per gli stabilimenti autorizzati invece ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. 203/1988 si rammenta che l’autorizzazione doveva essere rinnovata entro il 31/12/2011.

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Kyoto Sostenibilità

Carbon Market 2013

Il mercato delle quote di carbonio è cresciuto, nonostante la crisi, del 4% nel corso del 2012.

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Blue Economy Kyoto Rifiuti

Plastica dalla CO2

La CO2 è generalmente considerata come un problema. La buona pratica della Blue Economy di questa settimana racconta di un progetto concreto che intende trasformare questo problema in una risorsa.

Fino ad ora ci sono solo pochi approcci per l’utilizzo di questo gas ampiamente disponibile, a basso costo, non tossico e non infiammabile come una risorsa per la produzione di nuovi beni.

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Kyoto

Emissioni di CO2: mappa interattiva del Guardian

Ci sono molti modi per visualizzare le emissioni di carbonio nel mondo: dalle emissioni totali nazionali o per persona; dalle emissioni attuali di carbonio a quelle storiche, dalla produzione di gas serra al consumo di beni e servizi; dalle emissioni assolute all’intensità di CO2 legate all’economia.

The Guardian propone un’interessante mappa interattiva che consente di esplorare tutte queste misure, ognuna delle quali fornisce una visione diversa. Insieme mettono in evidenza la complessità dei meccanismi legati alla responsabilità per il cambiamento climatico e alcune tensioni al centro dei negoziati sul clima globale.

Buona visione!

[via GenitronSviluppo]

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Energia

Rural Energy Report

Segnalo, fresco di stampa, il report di Ecofys nell’ambito della Future of Rural Energy in Europe (FREE).

Un futuro energetico sostenibile per l’Unione europea è importante per tutti i cittadini. Alcune aree all’interno dell’Europa sono ancora prive di accesso ad una fornitura sicura ed economica di energia pulita.

Reti del gas e dell’elettricità sono meno sviluppate nelle zone rurali e anche la scelta dei combustibili è più limitata.

Eppure, c’è un obiettivo da raggiungere – la riduzione delle emissioni di gas a effetto serranella UE del 20% entro il 2020 – e di queste aree rurali hanno un ruolo significativo da svolgere per raggiungere questo risultato.